A ottobre il professor Gianmarco Ciocca – ESERO Italia Ambassador dal 2025 – ha seguito la 77ª edizione dell’International Astronautical Congress ad Antalya, in Turchia.
Il congresso è organizzato annualmente dall’International Astronautical Federation (IAF) e in questa edizione è stato ospitato dalla Turkish Space Agency (TUA) e co-ospitato dal cluster aerospaziale SAHA İstanbul.
Si tratta del più grande e prestigioso congresso internazionale dedicato al settore spaziale ed include sessioni sulla divulgazione e sull’educazione allo Spazio in diversi paesi nel mondo.
Ringraziamo Gianmarco Ciocca per questo suo resoconto e per le riflessioni e ispirazioni contenute nel suo articolo.
“The World Needs More Space” (“Il mondo ha bisogno di più spazio”): questo è lo slogan che ha accompagnato il 77° International Astronautical Congress, tenutosi dal 5 al 9 ottobre 2026 ad Antalya, in Turchia.
Come ogni anno, migliaia di rappresentanti di agenzie spaziali, istituzioni, enti, aziende e università, insieme a ricercatori provenienti da tutto il mondo, si sono riuniti per discutere e presentare alcune delle più interessanti novità del settore aerospaziale. Dalla presentazione dei risultati scientifici preliminari di Artemis II all’estensione e al consolidamento degli Artemis Accords, dalla presentazione di nuove missioni planetarie alle nuove applicazioni delle tecnologie spaziali per monitorare e migliorare lo stato di salute del nostro pianeta, innumerevoli sono state le sessioni capaci di riunire, coinvolgere e far riflettere sulle grandi imprese in corso e sulle interessanti opportunità future.
Il mondo ha bisogno di più spazio, sì, ma chi si impegna ogni giorno nell’educazione e nella crescita delle nuove generazioni sa che questo concetto può essere ripreso e adattato al mondo della scuola. Perché anche i giovani hanno bisogno di più spazio, in tutti i sensi.
Fortunatamente, sono state più di cento le presentazioni tra sessioni tecniche, workshop e simposi incentrati sul mondo dell’educazione e dell’insegnamento, a testimonianza del grande interesse per questi argomenti e per il potenziale delle attività spaziali come strumenti didattici e di ispirazione, capaci di stimolare la creatività e il ragionamento scientifico negli studenti di diverse età, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado, fino ai corsi di laurea. È stato molto stimolante e suggestivo scoprire anche la grande varietà di programmi e interventi educativi e divulgativi ideati e realizzati in tutto il mondo, grazie al contributo di educatori provenienti da decine di Paesi dei cinque continenti, ognuno con la propria cultura e il proprio contesto di riferimento.
Per esempio, un gruppo di ricercatori ha ideato il progetto “Listening to the Universe”, esplorando come dati astrofisici reali possano essere convertiti in composizioni musicali ed esperienze multimediali interattive, rendendo fenomeni cosmici complessi, come le pulsar e le supernovae, accessibili, coinvolgenti ed emotivamente significativi. Attraverso ritmo, armonia e melodia, il pubblico viene così messo in condizione di ascoltare, osservare e riflettere su questi fenomeni affascinanti, alimentando la comprensione e la curiosità e creando un ponte tra scienza e arte.
E non è stato l’unico approccio musicale allo spazio! Un gruppo di ricercatori giapponesi nel campo della fisica delle particelle ha realizzato un’installazione artistica composta da un paesaggio con un albero di prugno in ferro, privo di fiori, circondato da suoni generati in tempo reale attraverso il rilevamento dei muoni cosmici in una camera a nebbia e accompagnato da una delicata fragranza di fiori di prugno giapponese. Gli autori considerano i muoni cosmici, che bombardano costantemente la Terra, come semi metaforici dei fiori di prugno, poiché nella cultura giapponese i fiori sono da oltre mille anni una metafora ricorrente della bellezza. La loro presenza, osservano gli autori, sembra suggerire che la bellezza insita nella natura abbia un carattere universale, capace di attraversare culture diverse in tutto il mondo.
Per quanto riguarda le attività di divulgazione volte a coinvolgere attivamente il grande pubblico, sono state presentate anche quelle condotte dall’Alabama Space Grant Consortium Ambassador Program, un programma che forma studenti universitari come comunicatori scientifici, ampliando esponenzialmente la portata delle attività educative della NASA. L’iniziativa persegue un duplice obiettivo: portare la bellezza delle scoperte e delle curiosità legate allo spazio nelle comunità, attraverso lezioni, eventi, fiere e festival, e al tempo stesso formare giovani studenti affinché possano diventare loro stessi divulgatori scientifici.
Molto interessante è stato anche ascoltare i risultati raggiunti negli ultimi anni dalla Massachusetts Space Week, organizzata dallo Space Consortium. Quest’ultimo è composto da 120 membri che partecipano su un piano di parità, senza gerarchie e con un’organizzazione orizzontale. Per farne parte, è necessario impegnarsi a organizzare almeno un’attività gratuita ogni anno. La Massachusetts Space Week è un festival che si svolge in tutto lo Stato e comprende oltre cento attività dedicate allo spazio e alle discipline STEM, coinvolgendo istituti di ricerca, musei, biblioteche pubbliche, educatori, rappresentanti dell’industria, studenti e cittadini. Il programma include simposi, proiezioni, osservazioni astronomiche, workshop e iniziative rivolte alle comunità locali. Nata nel 2018 come una singola giornata di divulgazione che aveva accolto circa duecento visitatori, l’iniziativa si estende oggi per un’intera settimana e coinvolge più di cento relatori e organizzatori volontari provenienti da università, scuole, musei, agenzie spaziali e industrie. L’ultima edizione, nel 2026, ha registrato oltre 40.000 visitatori, dimostrando il grande interesse del pubblico per questo tipo di iniziative, rivolte anche ai giovani e alle famiglie. È stato sottolineato quanto sia importante che queste attività si svolgano in tutto il territorio, in luoghi come musei, cinema, piazze, parchi e persino bar, e non soltanto in sedi specifiche e istituzionali, come le università. In questo modo, è possibile raggiungere, accogliere e coinvolgere le persone nei luoghi che frequentano e vivono quotidianamente.
Oltre all’ideazione e alla realizzazione di eventi tematici, è infatti stato anche sottolineato che, più ancora che inserire e integrare argomenti legati allo spazio nei diversi programmi scolastici, è importante che gli ambienti in cui crescono i giovani, dalla scuola e la famiglia ai vari contesti quotidiani, stimolino costantemente la curiosità e la voglia di scoprire ed esplorare. Questo favorisce l’interesse anche per le attività spaziali, che a loro volta possono contribuire a stimolare lo sviluppo intellettuale dei giovani e a ispirarli. I risultati di uno studio presentato hanno mostrato che la curiosità aumenta significativamente l’interesse degli studenti per lo spazio, non solo viceversa. È emerso inoltre che la curiosità era maggiore tra gli studenti che descrivevano la comunicazione all’interno della propria famiglia e della propria comunità come orientata al dialogo e aperto al confronto, in cui anche le opinioni divergenti potevano essere espresse e discusse liberamente.
In definitiva, ciò che emerge dall’insieme di queste iniziative e di questi programmi educativi e divulgativi è che tanto le nuove generazioni, futuro del mondo, quanto le comunità di tutto il pianeta hanno bisogno di guide, insegnanti e maestri capaci di ispirare, incuriosire e far sognare, portando il cielo in una stanza o… in una classe, in questo caso.
Il professor Gianmarco Ciocca, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, il dottorato di ricerca in Sport Science presso l’Università di Vienna e aver frequentato un programma di studi spaziali presso l’International Space University (ISU) di Strasburgo, è attualmente docente di Scienze motorie e sportive presso il Liceo Orsini-Licini di Ascoli Piceno e ricercatore nell’ambito dell’esercizio fisico a supporto del volo spaziale umano (Space Medicine & Exercise Countermeasures).
Credit foto: ESA/NASA-S.Cristoforetti/ R. Rossi
Studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado incontrano online l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti
Online · venerdì 30 ottobre 2026 | ore 11:15-12:15
L’evento verrà trasmesso in streaming sul canale YouTube di Esero Italia.
Iscriviti al canale e attiva la campanella per ricevere la notifica all’inizio della diretta:
https://youtube.com/live/ayUUb-TWpNM
Come si svolgerà l’incontro?
L’incontro si aprirà con una presentazione dell’astronauta ESA Samantha Cristoforetti per un racconto della sua esperienza. Samantha sarà poi a disposizione per rispondere ad alcune domande selezionate tra quelle inviate preventivamente dalle scuole. Verso la fine dell’incontro Samantha risponderà anche ad alcune domande della chat live di YouTube.
Verranno selezionate per il Q&A solo alcune tra le domande proposte, scelte in base all’originalità e al tempo a disposizione. Per motivi tecnici e di privacy, le domande verranno lette dai moderatori dell’incontro.
Per maggiori informazioni: comunicazione@esero.it
Credit foto: ESA/NASA-S.Cristoforetti/ R. Rossi
Studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado incontrano online l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti · Per partecipare, invia le domande entro lunedì 19 ottobre 2026
Online · venerdì 30 ottobre 2026 | ore 11:15-12:15
L’evento verrà trasmesso in streaming sul canale YouTube di Esero Italia.
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Come si svolgerà l’incontro?
L’incontro si aprirà con una presentazione dell’astronauta ESA Samantha Cristoforetti per un racconto della sua esperienza. Samantha sarà poi a disposizione per rispondere ad alcune domande selezionate tra quelle inviate preventivamente dalle scuole. Verso la fine dell’incontro Samantha risponderà anche ad alcune domande della chat live di YouTube.
Vuoi proporre una domanda all’astronauta ESA Samantha Cristoforetti? Compila il modulo MachForm al link sottostante.
Nota bene: verranno selezionate per il Q&A solo alcune tra le domande proposte, scelte in base all’originalità e al tempo a disposizione. Per motivi tecnici e di privacy, le domande verranno lette dai moderatori dell’incontro.
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IMPORTANTE:
Ogni docente può inviare domande per un massimo di due classi.
Per maggiori informazioni: comunicazione@esero.it